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BERTRAND RUSSELL



RICCARDO MANNERINI

Vai al Sito di Riccardo Mannerini

Un ferroviere era quel tale che per morire scelse Natale. Da una finestra entrò nella storia che parla di fame, non certo di gloria. Aveva due figlie, un'idea, un mestiere credeva nel dire e non nel tacere, per essere pulito di dentro e di fuori rischiava la vita fra i locomotori. Agganciava carrozze agganciava vagoni sognava da sveglio dei tempi più buoni ma quando la sorte è puntigliosa arriva la morte in forma curiosa che gli procura, umano aeroplano un volo notturno da un quarto piano e lo riduce in quattro e quattr'otto in un mucchio di cenci, di ossa un fagotto. Pino Pinelli era quel tale che per morire scelse Natale, da una finestra entrò nella storia che parla di infamia non certo di gloria all'alba non muore soltanto la notte, muore anche l'uomo e il suo divenire, e il sangue caldo che bagna il selciato è un discorso appena iniziato. Passati stupori e costernazioni nascono voci, si fanno illazioni, si cercano insomma astratte scuse come il poeta cerca le Muse Ma il morto rimane, col sangue fra i denti non l'hanno ammazzato i suoi respingenti. Un po' di cordoglio, la stampa è vicina, e il ferroviere va al posto di Mina, mentre si scrive in ferrovia: Il manovratore è andato via. Per creare un vuoto nel mondo operaio, non serve neppure ammazzarne un migliaio: Basta un dramma, il mistero, l'inchiesta, segue chi piange, chi urla, protesta, Pino Pinelli era quel tale che per morire scelse Natale. Da una finestra entrò nella storia, che parla di fame, non certo di gloria. Si cerca il tritolo, la droga , le donne, e mentre si fruga, si cerca, si indaga, ti salta fuori la busta paga, che ti dimostra in maniera evidente che chi lavora incassa un bel niente. All'alba non muore soltanto la notte, muore anche l'uomo e il suo divenire, e il sangue caldo che bagna il selciato è un discorso appena iniziato.



FRANCO SERANTINI

Una pagina dedicata a Franco Serantini

Ci andai perchè ci si crede.
Ci andai come 'cane sciolto'.



FABRIZIO DE ANDRE'



GIAN MARIA VOLONTE'

Vai al Sito di Gian Maria Volonté

Essere un attore è una questione di scelta che si pone innanzitutto a livello esistenziale:
o si esprimono le strutture conservatrici della società
e ci si accontenta di essere un robot nelle mani del potere,
oppure ci si rivolge verso le componenti progressive di questa società per tentare di stabilire un rapporto rivoluzionario
fra l'arte e la vita.



VIOLETA PARRA

Vai al Sito di Violeta Parra

Io canto alla "chillaneja" solo se ho qualcosa da raccontare e non suono la chitarra per ricevere l'applauso. Io canto la differenza che esiste tra vero e falso, se no, non canto.



VINICIUS DE MORAES

Vai al Sito di Vinicius de Moraes

Ho amici che non sanno quanto sono miei amici. Non percepiscono tutto l'amore che sento per loro né quanto siano necessari per me. L'amicizia è un sentimento più nobile dell'amore. Questo fa sì che il suo oggetto si divida tra altri affetti, mentre l'amore è imprescindibile dalla gelosia, che non ammette rivalità. Potrei sopportare, anche se non senza dolore, la morte di tutti i miei amori, ma impazzirei se morissero tutti i miei amici! Anche quelli che non capiscono quanto siano miei amici e quanto la mia vita dipenda dalla loro esistenza... Non cerco alcuni di loro, mi basta sapere che esistono. Questa semplice condizione mi incoraggia a proseguire la mia vita. Ma, proprio perché non li cerco con assiduità, non posso dir loro quanto io li ami. Loro non mi crederebbero. Molti di loro, leggendo adesso questa "crônica" non sanno di essere inclusi nella sacra lista dei miei amici. Ma è delizioso che io sappia e senta che li amo, anche se non lo dichiaro e non li cerco. E a volte, quando li cerco, noto che loro non hanno la benché minima nozione di quanto mi siano necessari, di quanto siano indispensabili al mio equilibrio vitale, perché loro fanno parte del mondo che io faticosamente ho costruito, e sono divenuti i pilastri del mio incanto per la vita. Se uno di loro morisse io diventerei storto. Se tutti morissero io crollerei. E' per questo che, a loro insaputa, io prego per la loro vita. E mi vergogno perché questa mia preghiera è in fondo rivolta al mio proprio benessere. Essa è forse il frutto del mio egoismo. A volte mi ritrovo a pensare intensamente a qualcuno di loro. Quando viaggio e sono di fronte a posti meravigliosi, mi cade una lacrima perché non sono con me a condividere quel piacere... Se qualcosa mi consuma e mi invecchia è perché la furibonda ruota della vita non mi permette di avere sempre con me, mentre parlo, mentre cammino, vivendo, tutti i miei amici, e soprattutto quelli che solo sospettano o forse non sapranno mai che sono miei amici. Un amico non si fa, si riconosce.



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14/06/2009
Ivan Della Mea

La classe morta

Tutti gli anni
tuoi i troppi affanni
preghiere che non ho
oh vita mia stupida aporia portami via
finire
e' il solo eterno che mi do
oh vita mia portami via
finire se si puo'

I vent'anni
tuoi chiusi e soli
bestemmie che non so
oh vita mia fede o eresia portami via
finire
e' il solo credo che mi do
oh vita mia portami via
finire e amare no

La gran classe
morta dei compagni
gia' libera i suoi no
oh anarchia della vita mia dammi poesia
potere
io neghero' e piu' frontiere non avro'
oh anarchia dammi poesia
e anch'io con te verro'
e anch'io con te verro'

postato da: Sahishin 21:25 | link| commenti (1)
ivan della mea

31/05/2009
Truffe & other sturiellett' - Vol. 3

E' in uscita... 


 


 


In uscita per i CD de "il manifesto" un cofanetto con i volumi 1, 2 e 3 di "Truffe and other sturiellett'" di Daniele Sepe. Il cofanetto contiene musiche composte per il cinema ed il teatro e contiene tra l'altro le colonne sonore di film di Ferrario, Martone, Caria, De Lillo, Pannone, Salvatores, Cappuccio e tanti altri.

 «Molti musicisti della mia età invidiano i giovani sostenendo che oggi ci sono più occasioni. Ma scherziamo? Oggi la musica è narco­tizzata, si va avanti a botte di lounge, chillout e drum bases, roba da salotto, da hall degli alberghi fra un drink e una chiacchiera. Alcuni pezzi computerizzati di matrice r&b, soul, jazz, sono anche gradevoli, ma hanno finito con l’ipnotizzare il pubblico, che oggi non ha più voglia di ascoltare proposte nuove e suonate dal vivo».
«Qualche anno fa si suonava di più, c’era circuito e i club rischiavano su proposte eterodosse e questo anche grazie a un clima politico diverso. Pensiamo alle feste dell’Unità, a proposito ma esistono ancora? Fra uno stand del Vietnam ed uno di Cuba emergeva musica interessante, ma già negli ultimi dieci anni, quando al loro posto si trovavano capannoni pubblicitari della Fiat o della Singer, capirete bene cosa possa essere venuto fuori».
Daniele Sepe

postato da: Sahishin 12:28 | link| commenti
daniele sepe

29/05/2009
Ieri, oggi e domani

 

postato da: Sahishin 10:42 | link| commenti (2)
marcello mastroianni, sofia loren, alberto moravia, vittorio de sica, cesare zavattini

15/05/2009
Brigada Internazionale

Il commissario politico Sepe sopprime "l'argentino" dopo l'ennesimo fuori tempo.

postato da: Sahishin 11:02 | link| commenti (1)
daniele sepe, brigada internazionale

02/05/2009
boh...

 

postato da: Sahishin 18:49 | link| commenti (2)
ettore scola

22/04/2009
Viva Viva il Direttore nostro grande educatore

 

postato da: Sahishin 12:48 | link| commenti (1)
alberto sordi, elio petri

14/04/2009
Elio Petri

Appunti su un autore

postato da: Sahishin 10:18 | link| commenti (2)
elio petri

11/04/2009
Direttori d'orchestra senza s-partito

"Il Corriere giudica sui fatti (e qualche volta può sbagliarsi), ma non sta pregiudizialmente con nessuno. Se fosse stato sempre al servizio di qual­cuno (anche dei suoi azio­nisti) non avrebbe mai po­tuto svolgere il ruolo sto­rico che gli è proprio. Non avrebbe mai potuto anticipare gran parte del­le scelte di civiltà e pro­gresso del Paese, le aper­ture all’Europa, al libero mercato. Paolo Mieli, a cui succedo per la secon­da volta, questi valori li ha conservati in una fase difficile nel rapporto fra informazione e potere. Gli va reso merito. Mieli continuerà a scrivere sul suo giornale."
Ferruccio De Bortoli

postato da: Sahishin 12:51 | link| commenti (1)
s conclusioni

09/04/2009
L'Aquila 2009

"Responsabilità diffuse"
G. Napolitano

La Storia d'Italia che non conosciamo

postato da: Sahishin 18:04 | link| commenti (1)
articoli, s conclusioni

27/03/2009
Avete...

...esultato, scomodato Rosa Parks, M.L. King, Malcolm X........COGLIONI

Parte 1 di 12

 

 

postato da: Sahishin 13:43 | link| commenti (1)
deriva imperiale

25/03/2009
Le magliette di moda nell’esercito israeliano: “meglio ammazzarli da piccoli”

La denuncia scioccante viene dal quotidiano israeliano Haaretz. Ai soldati israeliani piace andare in giro con magliette che superano i classici simbolismi del militarismo per addentrarsi nella guerra del futuro, quella asimmetrica nella quale il protagonista è il cecchino onnipotente con la testa vuota che ammazza civili, meglio se donne e bambini.

E questo si riflette nella moda, nell’abbigliamento dei soldati di Tsahal. Sembra vadano a ruba le magliette con disegni di bambini presi nel mirino, oppure madri piangenti sulle tombe dei figli oppure t-shirt come quella nella foto che mostra una donna palestinese incinta e lo slogan: “con un tiro due piccioni”.
>>> continua a leggere

postato da: Sahishin 14:18 | link| commenti (2)
palestina

22/03/2009
E non dite che non vi avevano avvisato...COGLIONI

"Il saluto romano non mi scandalizza: in un momento dove tutti fanno a gara ad annacquare la propria identità, o se ne vergognano, c'è chi ne è orgoglioso."
Gianfranco Fini - 1992
 




"Il domani appartiene a noi."
Gianfranco Fini - 2009
 



postato da: Sahishin 15:48 | link| commenti
s conclusioni

14/03/2009
“The Lancet” e la tortura

 


 

La prestigiosa rivista medica inglese “The Lancet”, in uno dei suoi ultimi numeri, riporta i risultati di uno studio che cambierà certamente il nostro modo di vedere le cose. Il dottor Homer Drae Venters è riuscito infatti a dimostrare che come metodo investigativo la tortura non funziona. Pare infatti che: “…pur di fermare il dolore, il torturato spesso finisce per affermare il falso”. (…)“ E’ provato invece che torture e umiliazioni recano gravi danni sia fisici che psicologici.” Quindi la tortura sarebbe un metodo inaffidabile. Possiamo solo immaginare lo sconcerto e l’imbarazzo alla School of Americas (oggi nota come Western Hemisphere Institute for Security Cooperation), la più famosa scuola di torturatori del mondo, attiva da molti decenni in questo campo. Che ne sarà dei torturatori docenti e allievi? Il loro futuro sembra oggi più incerto. Quel che è certo è che “The Lancet” ci regalerà ancora nuove straordinarie scoperte.
(comidad.org)

postato da: Sahishin 13:04 | link| commenti (1)
articoli, antonio de curtis


Questo blog non rappresenta una testata giornalistica
in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicitá.
Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale EX L.62 7/3/2001